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Arte delle Muse

Abbiamo tutti nel petto un violino e abbiamo perduto l’archetto per suonarlo. Alcuni lo ritrovano nei libri, altri nell’incendio di un tramonto, altri negli occhi di una persona, ma ogni volta l’archetto cade dalle mani e si perde come un filo d’erba o un sogno. La vita è la ricerca infinita di questo archetto per non sentire il silenzio che ci circonda.Fabrizio Caramagna

La musica – “arte delle Muse” – è l’arte di ideare e produrre, mediante l’uso di strumenti musicali o della voce, successioni strutturate di suoni semplici o complessi, che possono variare per altezza, per intensità e per timbro, organizzati secondo le dimensioni di melodia, armonia e ritmo. È uno degli aspetti culturali universali di tutte le società umane. In origine il termine non indicava una particolare arte, bensì tutte le arti delle Muse, e si riferiva a qualcosa di “perfetto”.

generi musicali sono categorie entro le quali vengono raggruppate, indipendentemente dalla loro forma, composizioni musicali aventi caratteristiche generali comuni, quali l’organico strumentale, il destinatario e il contesto in cui sono eseguite. Il grado di omogeneità formale e stilistica di tali raggruppamenti è molto variabile e diviene addirittura nullo nel caso di generi con alle spalle una lunga storia, quali la musica sinfonica o l’opera lirica. La loro identità si fonda piuttosto sul contesto sociale e ambientale a cui le composizioni sono destinate (il teatro, la sala da concerto, la discoteca, la strada, la sala da ballo, la chiesa, il salotto) e sulle diverse modalità con cui la musica si coniuga di volta in volta ad altre forme di spettacolo, arte o letteratura, quali la danza, il teatro, l’immagine, la poesia, il racconto.

Uno strumento musicale è un oggetto che è stato costruito o modificato con lo scopo di produrre della musica. In principio, qualsiasi cosa producesse suoni, poteva essere usato come strumento musicale, ma questo termine definisce solo gli oggetti che hanno il suddetto scopo.

Gli strumenti musicali si possono suddividere secondo la classificazione Hornbostel-Sachs in cinque famiglie, l’ultima delle quali aggiunta solo in seguito:

  1. Idiofoni: il suono è prodotto dalla vibrazione del corpo dello strumento stesso, sollecitato in vari modi, percuotendolo, pizzicandolo, strofinandolo, sfregandolo, muovendolo o deformandolo per mezzo di pressioni o soffi d’aria.
  2. Membranofoni: il suono è prodotto dalle vibrazioni di membrane tese, che possono essere sollecitate da azioni di percussione, sfregamento, pizzico, fin anche alle sollecitazioni dovute all’emissione della voce dell’esecutore (nel caso dei mirlitons).
  3. Cordofoni: il suono è emesso dalla vibrazione di corde tese; le corde possono essere sollecitate dal pizzicarle, percuoterle, o dallo sfregarle con appositi archetti; ancora, corde tese esposte all’azione del vento che le lambisce, come nel caso delle arpe eoliche, induce in esse vibrazioni sonore.
  4. Aerofoni: in essi è l’aria stessa che entra in vibrazione. L’aria può essere contenuta dallo strumento, come nel caso di tubi o globi, ma può anche circondare lo strumento che la colpisce ad alte velocità (frullo, frusta, lama affilata, rombo…).
  5. Elettrofoni: il suono viene generato per mezzo di una circuitazione elettrica o per induzione elettromagnetica.

La terminologia musicale è molto ampia. I termini usati per parlare di un particolare brano musicale includono:

  • la nota che è il simbolo utilizzato per indicare una specifica intonazione (ed anche il suono stesso);
  • la melodia che è una successione di suoni percepita come un percorso coerente;
  • l’accordo nella musica tonale che è il risultato della combinazione simultanea di più suoni, sottoposta a vincoli e regole tradizionali;
  • l’armonia che è lo studio della classificazione e delle concatenazioni di accordi;
  • il contrappunto, dal lat. punctum contra punctum, punto contro punto, nota contro nota, è la simultanea organizzazione di differenti melodie;
  • il ritmo che è l’organizzazione dalla metrica (pause, note, durate,..) in un brano;

  • il tempo, che determina la durata di ogni battuta in unità musicali;
  • gli armonici, ovvero l’insieme delle note che, unite, compongono una stessa nota (come l’ottava, la quinta, la terza, ecc..). Gli armonici possono essere naturali o artificiali, a seconda di come vengono ottenuti mediante lo strumento.
  • il timbro è la caratteristica che differenzia ogni strumento, e dipende dalla forma dell’onda sonora prodotta dallo stesso. Solo nel Romanticismo si cominciarono ad intuire ed utilizzare le diverse potenzialità espressive di ogni strumento, le quali dipendono appunto dal timbro;
  • la pausa è l’intervallo che si interpone tra una nota ed un’altra.

Un Musicista è una persona che esegue o che compone musica per professione. Si possono classificare secondo questo schema, che li suddivide in base al loro ruolo nella categoria professionale:

  • L’arrangiatore modifica una canzone secondo le esigenze di spettacolo.
  • Il cantante usa la propria voce nei brani musicali.
  • Il cantautore scrive le canzoni e le esegue con la propria voce, insieme ad altri musicisti, utilizzando talvolta un proprio strumento di accompagnamento.
  • Il compositore crea la musica e trascrive dalla partitura le parti che i musicisti suoneranno.
  • Il direttore d’orchestra coordina gli elementi di una orchestra.
  • Il direttore di coro coordina gli elementi di un coro.
  • Lo strumentista suona uno strumento musicale del quale è un profondo conoscitore.

Un compositore è un Artista che crea opere musicali, dette composizioni musicali. Il termine perciò è usato indipendentemente dal genere o stile musicale e indica una persona che costruisce con i suoni un risultato (oggetto sonoro) destinato ad essere ascoltato.

La composizione, al fine di poterne agevolare la riproduzione, è generalmente trascritta su uno spartito tramite un sistema di simboli chiamato notazione musicale, che appunto utilizza le cosiddette note musicali: l’opera del compositore è eseguita dagli interpreti (musicisti, cantanti), ma, ovviamente, può essere eseguita anche dall’autore stesso.

Il mestiere del compositore non è una professione protetta. Anche autodidatti si possono chiamare in questo modo, gli studi di composizione si eseguono in Italia presso i Conservatori.

Là fuori, oltre a ciò che è giusto e a ciò che è sbagliato, esiste un campo immenso. Ci incontreremo lì.

I giorni e le notti suonano in questi miei nervi di arpa vivo di questa gioia malata di universo e soffro di non saperla accendere nelle mie parole.

La musica è di tutti.

Sono in ogni nota che ho curato – Esisto in ogni nota insieme – Sono in ogni nota studiata suonata, amata e donata – Sono in ogni nota – E saremo in ogni nota Insieme.

Linguaggio universale

La musica è quel linguaggio universale che è con noi da sempre, da quando esiste l’uomo. In grado di trasmettere le nostre emozioni e i pensieri, essa è un’alleata per il relax, per una cenetta romantica e come sottofondo per momenti con gli amici. Fare musica è un’arte che affascina tanto chi la produce quanto chi la ascolta.

È una scienza che è in grado di arrivare al cuore di tutti grazie alla sua molteplicità di utilizzi e ai diversi generi musicali esistenti.
L’armonia tra parole e note musicali ha sempre affascinato, ecco perchè diversi Artisti, Letterati e Poeti si sono cimentati nel tentare di rappresentare l’importanza della musicalità esprimendosi a parole.

La musica non è solo un linguaggio ma una trascendenza, che è ciò che ci porta oltre.

Il linguaggio della musica è un linguaggio che solo l’anima capisce, ma che l’anima non potrà mai tradurre.
La musica è basata sull’armonia tra Cielo e Terra, è la coincidenza tra il disordine e la chiarezza.

A che cosa faccia appello la musica in noi è difficile sapere; è certo però che tocca una zona così profonda che la follia stessa non riesce a penetrarvi.

La musica è semplicemente là per parlare di ciò di cui la parola non può parlare.

In questo senso, la musica non è del tutto umana.

Senza musica la vita sarebbe un errore.
Friedrich Nietzsche

La musica è semplicemente là per parlare di ciò di cui la parola non può parlare. In questo senso, la musica non è del tutto umana.
Pascal Quignard

La vera musica, che sa far ridere e all’improvviso ti aiuta a piangere…
Paolo Conte

La musica ha un grande potere: ti riporta indietro nel momento stesso in cui ti porta avanti, così che provi, contemporaneamente, nostalgia e speranza.
Nick Hornby

Senza la musica per decorarlo, il tempo sarebbe solo una noiosa sequela di scadenze produttive e di date in cui pagare le bollette.
Frank Zappa

Ciò che non si può dire e ciò che non si può tacere, la musica lo esprime.
Victor Hugo



La musica è il genere di arte perfetto. La musica non può mai rivelare il suo segreto più nascosto.
Oscar Wilde

La musica scaccia l’odio da coloro che sono senza amore. Dà pace a coloro che sono in fermento, consola coloro che piangono.
Pablo Casals

La musica era il mio rifugio. Ho potuto strisciare nello spazio tra le note e dare la schiena alla solitudine.
Maya Angelou

Dove le parole finiscono, inizia la musica. Heinrich Heine


C’è musica in tutto, se sai come trovarla.
Terry Pratchett

La musica è il piacere che la mente umana prova quando conta senza essere conscia di contare.
Gottfried Wilhelm Leibniz

Dove le parole falliscono, parla la musica.
Hans Christian Andersen

La musica fa bene al cuore e all’anima.
Platone

Quelli che ballavano erano visti come pazzi da quelli che non sentivano la musica.
Nietzsche

La terra ha musica per coloro che ascoltano.
William Shakespeare

La musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c’è fuori.
Johann Sebastian Bach

La musica è una rivelazione più profonda di ogni saggezza e filosofia. Chi penetra il senso della mia musica potrà liberarsi dalle miserie in cui si trascinano gli altri uomini.
Ludwig Van Beethoven


Sento che la musica deve toccare le emozioni prima, e l’intelletto poi.
Maurice Ravel


C’è musica classica talmente bella da diventare popolare e leggera, e c’è musica leggera talmente bella da diventare classica. Quando la musica è bella è bella e basta.
Andrea Bocelli

Chi sa fare la musica la fa, chi la sa fare meno la insegna, chi la sa fare ancora meno la organizza, chi la sa fare così così la critica.
Luciano Pavarotti

I fiori, la musica e i bambini, sono i gioielli della vita.
Pyotr Ilyich Tchaikovsky

La vera musica è il silenzio. Tutte le note non fanno che incorniciare il silenzio.
Miles Davis

Se la musica è troppo alta, tu sei troppo vecchio.
Ozzy Osbourne

La musica ci insegna la cosa più importante che esista: ascoltare.
Ezio Bosso

La musica è una vera magia, non a caso i direttori hanno la bacchetta come i maghi.
Ezio Bosso

La musica non è questione di stile, ma di sincerità.
Bjork

Impara tutto sulla musica e sul tuo strumento, poi dimentica tutto sia sulla musica che sullo strumento e suona ciò che la tua anima detta.
(Charlie Parker)

La musica è come il vento: soffia, continua a passare, a fluire. E finché c’è vento ci sono nuove canzoni.
Ben Harper

E’ facile suonare qualsiasi strumento musicale: tutto ciò che devi fare è toccare il tasto giusto al momento giusto e lo strumento suonerà da sé.
Johann Sebastian Bach

La musica è una donna.
Richard Wagner

La musica mi ha dato il dono dell’ubiquità: la musica che ho scritto è a Londra e io sono qui.
Ezio Bosso

Non credo a differenze di ceti e di livelli nella musica: il termine “musica leggera” si riferisce solo alla leggerezza di chi l’ascolta, non di chi l’ha scritta.
Nino Rota

La musica può nominare l’innominabile e comunicare l’inconoscibile.
Leonard Bernstein

La musica è riconciliazione con Dio.
Patti Smith

La musica è come la vita, si può fare in un solo modo: insieme.
Ezio Bosso

Il bello della musica è che quando ti colpisce non senti dolore.
Bob Marley



La mia musica vivrà in eterno. Forse è stupido dirlo, ma quando sono sicuro delle cose, io le dico. La mia musica vivrà per sempre.
Bob Marley

Informazione non è conoscenza, conoscenza non è saggezza, saggezza non è verità, verità non è bellezza, bellezza non è amore, amore non è musica. La musica è il meglio.
Frank Zappa

Io sono nato con la musica dentro di me. E’ l’unica spiegazione che conosco per quello che ho realizzato nella vita.
Ray Charles



Non vorrei essere un sottofondo, vorrei che la mia musica fosse l’unica cosa importante, almeno nel tempo in cui la si ascolta.
David Gilmour

Il reggae diventerà una forma di lotta, se non è già accaduto. È la musica del Terzo Mondo. Non devi cercare di capirla in un solo giorno ma prenderla un po’ per volta e lasciare che cresca dentro di te.
Bob Marley

Noi facciamo della musica libera, dura, che picchi forte sull’Anima in modo da aprirla.
Jimi Hendrix

È meraviglioso come la musica abbia la possibilità di salvarci dall’irrigidimento, dalle convenzioni a cui tutti andiamo incontro e farci tornare uno stupore incantato nei confronti delle cose.

Giovanni Allevi



La musica e la vita sono solo questioni di stile.
Miles Davis

Tutti dobbiamo essere differenti. Non si può copiare un altro, e nello stesso tempo pretendere di arrivare a qualcosa. Se tu copi, ciò inoltre è perchè il tuo lavoro non ha un sentimento sincero, e senza sentimento nessuna delle cose che fai avrà realmente valore. Come non ci sono al mondo due persone uguali, così dev’essere anche con la musica, altrimenti non è musica.
Billie Holiday

La musica è come il sesso: bisogna sperimentare sempre nuove posizioni.
Zucchero

La musica è di tutti. Solo gli editori pensano che appartenga a loro.
John Lennon


La musica? Cosa inutile. Non avendo libretto come faccio della musica? Ho quel gran difetto di scriverla solamente quando i miei carnefici burattini si muovono sulla scena. Potessi essere un sinfonico puro (?). Ingannerei il mio tempo e il mio pubblico. Ma io? Nacqui tanti anni fa, tanti, troppi, quasi un secolo… e il Dio santo mi toccò col dito mignolo e mi disse: “Scrivi per il teatro: bada bene, solo per il teatro” e ho seguito il supremo consiglio.
Giacomo Puccini

Le note musicali hanno il dono di entrare in sintonia con il nostro essere, scavando in profondità e tirando fuori ogni sfaccettatura della nostra personalità! È una cosa bellissima e non esiste persona al mondo che non ami ascoltare i suoi brani preferiti per un allenamento, per rilassarsi durante un bel bagno o per svegliarsi di buonumore la mattina. 

Parliamo di musica quando ci riferiamo a quell’insieme di suoni organizzati nel tempo che ci fanno battere i piedi a ritmo, ma anche quando vogliamo trattare di rabbia, dolore, gioia, tristezza…in poche parole quando ci si interroga sul significato della musica, la risposta non è mai univoca.
Possiamo tuttavia tentare di definire cosa sia musica se la mettiamo in un’ottica comunicativa: la musicalità è un linguaggio e fare musica equivale a produrre i ritmi e le parole che determinano questo primo e unico linguaggio universale conosciuto dall’uomo.

Le più belle frasi sulla musica scritte da cantanti e autori famosi, filosofi e compositori

Le preferenze musicali rivelano la nostra personalità – Psicologia e Musica

Una ricerca ha voluto spiegare il rapporto tra musica e personalità e come i fattori caratteriali e psicologici influenzino le nostre scelte musicali.

Annalisa Balestrieri Dott.ssa magistrale in Lettere a indirizzo psicopedagogico e autrice di articoli divulgativi inerenti temi di psicologia, sociologia, dinamiche relazionali in generale, con un interesse particolare per il rapporto tra psicologia e musica, membro della Società Italiana di Psicologia Positiva scrive che è probabile che la scelta di un certo tipo di musica dipenda anche dal messaggio che si vuole inviare agli altri, dal modo in cui si vuole essere visti.

La musica ci circonda, ci coinvolge e ci emoziona. Ma se è indubbio questo suo valore universale, va considerato che la musica viene anche vissuta da ciascuno di noi in modo assolutamente personale. Questo perché, ad influenzare il nostro rapporto con essa, entrano in gioco fattori individuali: i gusti personali.

Preferenze musicali e personalità

Il rapporto tra musica e personalità è stato studiato in una ricerca condotta dall’Università di Cambridge per spiegare come i fattori caratteriali e psicologici siano in grado di influenzare le nostre scelte musicali. Il primo dato interessante che è emerso è che le persone ascoltano un certo tipo di musica perché ne sono consapevolmente attratte, perché in quel modo desiderano comunicare un certo tipo di informazioni su loro stesse.

Allo stesso modo, la musica che ascoltano gli altri diventa un elemento che utilizziamo per formulare un giudizio su di loro in base a degli stereotipi che ci siamo creati sulle caratteristiche associabili ad ogni genere di musica.

Le scelte musicali di ciascuno di noi forniscono preziosi elementi sui nostri gusti al punto che alcune piattaforme le utilizzano anche per proporci suggerimenti di acquisto delle tipologie più disparate che, in base appunto alle nostre scelte, dovrebbero avvicinarsi a quelli che sono i nostri gusti in campo alimentare, di viaggi, di letture e molto altro.

Gli stili di pensiero delle persone sono stati divisi dai ricercatori di Cambridge in tre categorie:

  • gli empatisti: coloro che nutrono un forte interesse per i pensieri e le emozioni delle persone;
  • i sistemisti: che hanno un forte interesse per i modelli, i sistemi e le regole che governano il mondo;
  • gli equilibrati: che occupano una via di mezzo tra le due posizioni precedenti.

Addirittura il 95% delle persone rientrerebbe in una di queste categorie che potrebbero essere utilizzate non solo per prevedere quali saranno i loro i gusti musicali ma anche per indirizzare scelte quali il tipo di studi da intraprendere. È stata fatta una ricerca su un campione di oltre 4.000 partecipanti ai quali è stato chiesto di ascoltare un massimo di 50 estratti musicali di generi diversi e di esprimere le loro preferenze. Da qui si è scoperto che gli empatisti mostravano una preferenza per i generi più dolci, malinconici e con un’emotività profonda (soft rock e cantautori); i sistemisti preferivano la musica più intensa e complessa, con profondità intellettuale (hard rock, punk e heavy metal); gli equilibrati tendevano a preferire quella musica che si estende su più di una gamma.

Gli stessi studiosi, in una successiva ricerca, hanno selezionato 7.000 partecipanti suddividendoli in cinque gruppi basati sui seguenti tratti della personalità:

  • apertura mentale: creativi, hanno una mente aperta, sono predisposti a sperimentare novità;
  • coscienziosità: amano ordine e routine, sono affidabili e orientati al raggiungimento di un risultato;
  • estroversione: loquaci e socievoli, attingono la loro energia dallo stare con gli altri;
  • empatia: affettuosi e degni di fiducia, sono modesti e tendono ad evitare i conflitti;
  • stabilità emotiva: sicuri di sé, non sono facili prede di rabbia e ansia.

Dalla ricerca condotta dall’Università di Cambridge è risultato che persone con forte preferenza per musica classica e jazz tendono ad avere tratti della personalità associati con apertura, creatività, fantasia e capacità verbale. Chi ascolta musica popolare è più socievole e loquace, ma tende ad avere idee convenzionali e ad essere intollerante. Nella musica pop rock, soul e R&B si identificano prevalentemente i romantici e chi è in cerca di relax. Punk, rock, heavy metal e tutta la musica intensa, sempre secondo i ricercatori, è ascoltata e amata da chi vuole caricarsi per sfidare un ambiente circostante ritenuto ostile.

Rivelando i tratti della personalità, i gusti musicali sono anche in grado di predire le capacità musicali di ciascuno.

L’apertura mentale è la caratteristica che più identifica una predisposizione musicale e caratterizza persone con una vasta gamma di interessi e aperte alla sperimentazione. Al contrario, chi è caratterialmente più chiuso tenderebbe a preferire la routine e valori più convenzionali.

Da notare anche che gli estroversi, che risultano essere più loquaci, dimostrano spesso anche una maggiore capacità canora.

La creatività non è una proprietà unica, ma è il risultato della complementarietà tra deduzione e intuizione, tra ragione e immaginazione, tra emozione e riflessione, tra pensiero divergente e pensiero convergente.

Approfondimenti e curiosità:

Camilla Delpero in una Intervista al Maestro Redjan Teqja, Pianista e Professore al Conservatorio della Svizzera italiana:

Cos’è la musica?

“Questa domanda è così semplice, ma anche tanto impegnativa. È molto difficile rispondere in poche parole a una domanda così. La musica secondo me è uno strumento della vita per dare gioia, emozioni, adrenalina, speranza. Penso che ognuno di noi ascolti musica in qualsiasi momento della giornata anche da una semplice pubblicità. I suoni risvegliano i nostri sensi e catturano la nostra attenzione, è incredibile quanto sia presente la musica nella nostra giornata, anche nella giornata di coloro che dicono di non amara la musica. Da un punto di vista personale la musica per me è la vita. È la mia famiglia, i miei figli. Tutta l’emozione e l’espressività che ho costruito fino ad ora nella musica fa parte di Redjan uomo e Redjan padre. Ci sono momenti emozionanti con la mia famiglia, che mi fanno venire in mente dei brani di grandi compositori a seconda dell’esperienza che stiamo vivendo in quel momento. Questo è la musica per me.”

Quale differenza fra blues e jazz? – Il blues è un canto afro-americano profano nato nella seconda metà dell’ 800. Trae origine dai canti degli schiavi neri delle piantagioni del sud degli Usa.
Il termine deriva dall’inglese “to feel blue”, (sentirsi malinconico). 

Jazz e Blues le differenze che nessuno conosce: i dettagli – Il jazz e il blues sono generi musicali nati nello stesso periodo e che hanno in comune le stesse tradizioni, ma presentano delle differenze in certi casi nette.

La musica: un linguaggio da scoprire – Qual è il ruolo della musica negli ambienti educativi e didattici?

La musica è un conduttore universale di emozioni

I Siti dei Cantani Italiani dallo ZERO alla ZETA e quelli Internazionali.

Nessuno può spiegare come le note di una melodia di Mozart, o le pieghe di un panneggio di Tiziano, producano i loro effetti essenziali. Se non lo senti, nessuno può fartelo sentire col ragionamento.

Vintage:

Il disco in vinile (noto anche come disco a microsolco o, per ellissi, microsolco) e comunemente appellato con il semplice termine “vinile” è un supporto per la memorizzazione e la riproduzione analogica di segnali sonori. Venne introdotto nel 1948 dalla Columbia records negli Stati Uniti d’America come evoluzione del precedente disco a 78 giri, dalle simili caratteristiche, realizzato in gommalacca. Come metonimia, il termine vinile, materiale con il quale veniva realizzato, indica il disco stesso. Per la riproduzione sonora di un disco viene impiegato un giradischi collegato a un amplificatore; generalmente un giradischi permette di ascoltare dischi di diverso diametro e velocità di rotazione.

I dischi 78 giri erano prodotti in gommalacca, materiale termoplastico caratterizzato da fragilità e da una struttura superficiale che generava un notevole fruscio. Nei dischi microsolco la gommalacca è stata sostituita da una resina termoplastica, il PVC. Da questo materiale deriva la denominazione vinile usata per indicare i dischi prodotti con questa tecnologia.

Il colore del supporto è tipicamente nero, anche se sono stati realizzati per motivi commerciali dischi in vinile colorato, soprattutto Maxi-single.

Fino agli anni settanta il vinile è stato il più diffuso supporto per la riproduzione audio di materiale pre-registrato, ma all’inizio degli anni settanta la sua preminenza è stata insidiata dalle musicassette e alla fine degli anni ottanta il vinile ha ceduto progressivamente il posto al compact disc (CD Audio). La produzione su larga scala di dischi in vinile è praticamente cessata nei primi anni novanta (in Italia fino al 1993). Dalla seconda metà degli anni duemila il disco in vinile è tornato negli scaffali dei negozi, essenzialmente come prodotto di nicchia. I dati di consuntivo 2011 stilati dall’istituto Nielsen SoundScan indicano un aumento da 2,8 a 3,9 milioni di LP in vinile venduti negli USA. Anche in Italia la produzione e la vendita del vinile, ristampe in particolare, hanno ripreso quota. Molti sono gli artisti che stampano i loro lavori anche su vinile.

Il vinile più caro del mondo è il 45 giri Do I Love You (Indeed I Do) del 1965 di Frank Wilson stampato in sole due copie e acquistato per 20.000 sterline (22.484 Euro al cambio attuale), mentre il 33 giri più caro è Yesterday and Today dei Beatles nella “Butcher Cover” che può costare fino a 45.000 dollari, anche se mediamente ha un valore massimo di 20.000 dollari.

Nel 2011 il mercato italiano del vinile si è aggirato su 2,1 milioni di euro, risultando il quinto mercato europeo dopo Germania, Regno Unito, Francia e Paesi Bassi e il settimo del mondo. Nel mondo la compravendita dei vinili nel 2011 ha mosso 115,4 milioni ossia il 28,7% in più del 2010. Questi dati erano ancora molto inferiori alle vendite stimate per i CD e i download digitali, ma nel decennio successivo il supporto è andato incontro ad una crescita esponenziale delle vendite tanto da superare quelle dei CD nel 2021, tornando ad essere il supporto fisico musicale più venduto dopo oltre trentacinque anni.