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Cromosoma X

Il Cuore di una Donna non muta con il Tempo né si altera con il passare delle Stagioni. Il cuore di una Donna combatte a lungo, ma non muore, è fedele a sé stesso, imperturbabile e sicuro di sé. Su di esso la Primavera rimane Primavera fino alla fine del tempo.

O donne povere e sole, violentate da chi non vi conosce.

Donne che avete mani sull’infanzia,

esultanti segreti d’amore tenete conto che la vostra voracità naturale non sarà mai saziata.

Mangerete polvere, cercherete d’impazzire e non ci riuscirete, avrete sempre il filo della ragione che vi taglierà in due.

Ma da queste profonde ferite usciranno farfalle libere.

Alda Merini

So quello che voglio, ho uno scopo, un’opinione, una fede e un amore. Lasciatemi essere me stessa e sarò contenta. So di essere donna, una donna con una forza interiore e tanto coraggio.

Volto di donna, nel suo sonno
chiusa, sembra cullata
da qualche suono segreto
che tutta la riempie.
Dal suo corpo sonoro, addormentato,
ella trae la gioia
d´essere un tenero rumore
agli occhi del silenzio.

Volto di donna
Rainer Maria Rilke

Per tutte le violenze consumate su di lei
per tutte le umiliazioni che ha subito
per il suo corpo che avete sfruttato
per la sua intelligenza che avete calpestato
per l’ignoranza in cui l’avete lasciata
per la libertà che le avete negato
per la bocca che le avete tappato
per le ali che le avete tagliato
per tutto questo
in piedi, Signori, davanti a una Donna.

E non bastasse questo
inchinatevi ogni volta che vi guarda l’anima
perché Lei la sa vedere
perché Lei sa farla cantare.
In piedi, Signori,
ogni volta che vi accarezza una mano
ogni volta che vi asciuga le lacrime come foste i suoi figli
e quando vi aspetta anche se Lei vorrebbe correre.

In piedi, sempre in piedi, miei Signori
quando entra nella stanza e suona l’amore
e quando vi nasconde il dolore e la solitudine
e il bisogno terribile di essere amata.
Non provate ad allungare la vostra mano per aiutarla
quando Lei crolla sotto il peso del mondo.
Non ha bisogno della vostra compassione.
Ha bisogno che voi vi sediate in terra vicino a Lei
e che aspettiate che il cuore calmi il battito,
che la paura scompaia, che tutto il mondo riprenda a girare tranquillo
e sarà sempre Lei ad alzarsi per prima e a darvi la mano per tirarvi sù
in modo da avvicinarvi al cielo in quel cielo alto dove la sua anima vive
e da dove, Signori, non la strapperete mai.

In piedi, Signori, davanti a una Donna
William Shakespeare

Le ragazze al crepuscolo scendono in acqua,
quando il mare svanisce, disteso. Nel bosco
ogni foglia trasale, mentre emergono caute
sulla sabbia e si siedono a riva. La schiuma
fa i suoi giochi inquieti, lungo l’acqua remota.

Le ragazze han paura delle alghe sepolte
sotto le onde, che afferrano le gambe e le spalle:
quant’è nudo, del corpo. Rimontano rapide a riva
e si chiamano a nome, guardandosi intorno.
Anche le ombre sul fondo del mare, nel buio,
sono enormi e si vedono muovere incerte,
come attratte dai copi che passano. Il bosco
è un rifugio tranquillo, nel sole calante,
più che i greto, ma piace alle scure ragazze
star sedute all’aperto, nel lenzuolo raccolto.

Stanno tutte accosciate, serrando il lenzuolo
alle gambe, e contemplano il mare disteso
come un prato al crepuscolo. Oserebbe qualcuna
ora stendersi nuda in un prato? Dal mare
balzerebbero le alghe, che sfiorano i piedi,
a ghermire e ravvolgere il corpo tremante.

Cl son occhi nel mare, che traspaiono a volte.
Quell’ignota straniera, che nuotava di notte
sola e nuda, nel buio quando muta la luna,
è scomparsa una notte e non torna mai più.
Era grande e doveva esser bianca abbagliante
perché gli occhi, dal fondo del mare, giungessero a lei
.

Donne appassionate
Cesare Pavese

Le donne importanti che hanno determinato o influenzato il corso della storia sono tante e ognuna di loro è speciale a modo proprio. Di seguito alcuni esempi di popolarità storica.
Madre Teresa di Calcutta

(1910-1997). Nome di battesimo Anjezë Gonxhe Bojaxhiu, è stata una religiosa cattolica albanese naturalizzata indiana. Conosciuta come fondatrice della congregazione religiosa delle Missionarie della Carità, ha dedicato la sua vita ai poveri e ai bisognosi. La sua gentilezza e la sua spontaneità sono racchiuse in immagini celebri che hanno fatto il giro del mondo sensibilizzando l’intera umanità. Premio Nobel per la Pace nel 1979, è stata proclamata beata da Papa Giovanni Paolo II nel 2003, nonché Santa da Papa Francesco nel 2016

“L’amore non vive di parole”: santa Teresa di Calcutta

Marilyn Monroe

(1926-1962). Attrice, cantante, modella e produttrice cinematografica statunitense. Una delle donne più desiderate di tutti i tempi, morta prematuramente all’età di 36 anni. Icona del cinema e della moda, la sua scena più celebre è probabilmente quella in cui il vento causato dal passaggio della metropolitana agita la gonna del suo elegante vestito bianco.

Norma Jean Baker Mortenson –  carriera e curiosità

Eva Duarte

(1919-1952). Attrice di teatro, radio e cinema, ma soprattutto politica, sindacalista e filantropa argentina. Nota come Evita Perón, in quanto seconda moglie del Presidente Juan Domingo Perón. Sia da First Lady, che dopo la morte del marito (avvenuta a soli 33 anni a causa di un tumore), Evita divenne molto amata dal popolo e influente grazie alle sue battaglie in favore dei diritti dei poveri e dei lavoratori.

Evita, “madonna dei descamisados”

Frida Kahlo

(1907-1954). Pittrice messicana simbolo dell’emancipazione femminile. Inizia a dipingere dopo un incidente che la costringe a letto per un anno. Sposa il pittore Diego Rivera, con il quale vive un amore tormentato.

Frida Kahlo, l’arte di raccontare la vita

Frida Kahlo. Vita e opere tra arte naïf, surrealismo e muralismo

Marie Curie

(1867-1934). La più grande scienziata donna della storia. Nobel per la fisica nel 1903 e per la chimica nel 1911.

La storia di Marie Curie tra femminismo e radioattività

Maria Sklodowska Curie

Giovanna d’Arco

(1412-1431). La Pulzella d’Orléans è una delle più famose eroine della storia, nonché Patrona di Francia e Santa della Chiesa Cattolica. Essa è stata infatti beatificata nel 1909 da Pio X e canonizzata nel 1920 da Benedetto XV, nobilitando la figura della giovanissima contadina lorense al rogo per eresia nel 1431 da parte degli inglesi, che la arsero viva a soli 19 anni. Giovanna, dichiarandosi guidata da Dio, aveva diretto vittoriosamente le armate francesi contro quelle inglesi rompendo l’assedio d’Orleans e vincendo la battaglia di Patay nel corso della guerra dei cent’anni, recuperando parte del territorio che era stato conquistato da questi ultimi. Catturata dai Borgognoni davanti a Compiègne, Giovanna venne venduta agli inglesi andando incontro al suo atroce destino.

Una nuova lettura delle carte del processo che portò alla sua condanna

Giovanna d’Arco sul rogo

Cleopatra

(69 a.C. – 30 a.C.). Ultima regina del regno tolemaico d’Egitto e dell’età ellenistica. Nonché probabilmente la sovrana più nota di sempre dell’Antico Egitto. Storica nemica della Repubblica Romana, tra le tante frecce al suo arco non solo quelle militari ed economiche, dall’imponente flotta ad un esercito forte, ma anche un grande fascino femminile. A tal punto da essere stata in grado di sedurre due importanti e influenti politici e condottieri romani come Giulio Cesare e Marco Antonio. Gli uomini più potenti del mondo dell’epoca erano ai suoi piedi.

Maria Tecla Artemisia Montessori, nota come Maria Montessori 

(Chiaravalle, 31 agosto1870 – Noordwijk, 6 maggio1952) è stata una pedagogista, educatrice e medico italiana, internazionalmente nota per il metodo educativo che prende il suo nome, adottato in migliaia di scuole dell’infanzia, elementari, medie e superiori in tutto il mondo. Fu tra le prime donne a laurearsi in medicina in Italia. Nel 1896 sarebbe stata la terza donna italiana a laurearsi in medicina, specializzandosi successivamente neuropsichiatria. Maria Montessori si dedicò con passione e metodo alla ricerca in laboratorio. Oltre ai corsi di batteriologia e microscopia, seguì il corso di ingegneria sperimentale. Studiò anche pediatria, all’ospedale pediatrico Bambino Gesù, ginecologia, all’ospedale San Giovanni e le malattie degli uomini, all’ospedale di Santo Spirito; queste strutture sanitarie sono situate tutte a Roma, e sono attive ancor oggi.

Metodo Montessori

“Vorrei essere giovane, per lavorare di più, per aver tempo di scrivere e determinare le nuove idee e per scrivere specialmente il mio libro Psiche: L’Uomo”

La striscia della vita

Margherita Hack 

(Firenze, 12 giugno 1922 – Trieste, 29 giugno 2013) è stata un’Astrofisica, divulgatrice scientifica e attivista italiana.

Ha insegnato all’Università di Firenze dal 1948 al 1951, poi dal 1954 al 1963 passa a lavorare all’Osservatorio astronomico di Merate, tenendo contemporaneamente corsi all’Istituto di Fisica dell’Università di Milano e infine ottenne nel 1964 la cattedra di astronomia all’Università di Trieste dove insegnerà fino al 1º novembre 1992, anno nel quale fu collocata “fuori ruolo” per anzianità. È stata la prima donna italiana a dirigere l’Osservatorio Astronomico di Trieste dal 1964 al 1987, portandolo a rinomanza internazionale. Membro delle più prestigiose società fisiche e astronomiche, Hack è stata anche direttrice del Dipartimento di Astronomia dell’Università di Trieste dal 1985 al 1991 e dal 1994 al 1997. È stata un membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei (socia nazionale nella classe di scienze fisiche matematiche e naturali; categoria seconda: astronomia, geodesia, geofisica e applicazioni; sezione A: Astronomia e applicazioni). Ha lavorato presso numerosi osservatori americani ed europei ed è stata per lungo tempo membro dei gruppi di lavoro dell’ESA e della NASA. In Italia, con un’intensa opera di promozione ha ottenuto che la comunità astronomica italiana espandesse la sua attività nell’utilizzo di vari satelliti giungendo ad un livello di rinomanza internazionale

Margherita Hack: chi è e cos’ha scoperto la più famosa astrofisica italiana

La Signora delle stelle

Artemisia Lomi Gentileschi

(Roma, 8 luglio 1593 – Napoli, tra il 1652 e il 1656) è stata una pittrice italiana di scuola caravaggesca.

Battezzata dopo due giorni dalla sua nascita nella chiesa di San Lorenzo in Lucina, la piccola Artemisia divenne orfana di madre nel 1605. Fu probabilmente in questo periodo che si avvicinò alla pittura: stimolata dal talento del padre, la bambina spesso lo guardava affascinata mentre si cimentava con i pennelli, sino a maturare un’ammirazione incondizionata e un lodevole desiderio di emulazione. La formazione della Gentileschi avvenne, nell’ambito artistico romano, proprio sotto la guida del padre, che fu perfettamente in grado di valorizzare al massimo il talento precoce della figlia.

Le opere di Artemisia

«Questa femina, come è piaciuto a Dio, avendola drizzata nelle professione della pittura in tre anni si è talmente appraticata che posso adir de dire che hoggi non ci sia pare a lei, havendo per sin adesso fatte opere che forse i prencipali maestri di questa professione non arrivano al suo sapere»

Alda Merini

Poetessa e scrittrice italiana

Alda Merini è stata una celebre poetessa italiana, nata il 21 marzo 1931 a Milano, Italia, e scomparsa il 1º novembre 2009 nella stessa città. È conosciuta per la sua poesia intensa e emotiva, che ha affrontato temi come l’amore, la solitudine, la malattia mentale e l’alienazione, è stata anche un’importante figura di spicco nel movimento della poesia ermetica.

Da giovane, Alda Merini ha mostrato un interesse precoce per la scrittura e la poesia, ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie, intitolata “La presenza di Orfeo,” nel 1953. Nel corso della sua carriera, ha scritto numerosi libri di poesie, prose, e romanzi. La sua opera è stata caratterizzata da una profonda introspezione e un linguaggio poetico ricco di simbolismo, ha avuto un approccio molto personale all’arte della scrittura,  utilizzando parole potenti e immagini evocative per esprimere le sue emozioni più profonde. La sua poesia è spesso caratterizzata da una fusione di elementi realistici e surreali, creando un universo poetico unico.

Un elemento importante nella vita di Alda Merini è stata la sua lotta contro la malattia mentale. Alda Merini è stata internata in manicomio per diciassette volte a causa di disturbi mentali, ha trascorso diversi anni in ospedali psichiatrici e questa esperienza ha influenzato la sua poetica, portandola a esplorare la fragilità umana e la sofferenza. Nonostante le difficili condizioni personali ha continuato a scrivere con passione e dedizione.

Negli ultimi anni della sua vita, Alda Merini ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti per la sua opera poetica, nel 1996 è stata insignita del “Premio Librex-Guggenheim Eugenio Montale” per la poesia, nel 2002 ha ricevuto il “Premio Viareggio per la poesia”, nel 2006 è stata nominata “Accademica di San Luca” e nel 2009 è stata candidata al “Premio Nobel per la letteratura”, è stata anche tradotta in numerose lingue e ha ricevuto altri riconoscimenti internazionali.

Alda Merini è diventata una figura di spicco nella letteratura italiana contemporanea, la sua poesia continua a essere studiata e ammirata per la profondità emotiva e la capacità di toccare le corde del cuore umano, è considerata una delle più grandi poetesse italiane del XX secolo.

Michela Murgia

Michela Murgia (Cabras 1972 – Roma 2023), intellettuale, attivista e scrittrice, è tradotta in oltre venticinque paesi, in tre continenti, e ha ricevuto numerosi premi – tra cui il Campiello, il SuperMondello e il Cavalierato delle Arti e delle Lettere del ministero della cultura francese.

Prima di diventare scrittrice ha sperimentato una grande quantità di altre professioni, dalla venditrice di multiproprietà al portiere di notte.
Durante una di queste esperienze lavorative, ha tenuto un blog in cui ha raccontato la realtà quotidiana vissuta dagli operatori del call center dove era impiegata. La raccolta dei post da lei scritti è diventata il suo primo libro, “Il mondo deve sapere“, pubblicato nel 2006, che ha ispirato anche la sceneggiatura del film Tutta la vita davanti di Paolo Virzì.


Nel 2009 ha pubblicato “Accabadora”, romanzo ambientato in Sardegna vincitore di numerosi premi, tra cui il Premio Campiello nel 2010.
Del 2011 è invece “Ave Mary”, riflessione sul ruolo della donna nel contesto cattolico. Tra le opere successive troviamo il romanzo “Chirú” (2015), “L’inferno è una buona memoria” (2018), “Noi siamo tempesta. Storie senza eroe che hanno cambiato il mondo (2019), “Stai zitta” (2021), “God Save the Queer. Catechismo femminista” (2022) e “Tre ciotole” (2023).
Nel 2018 ha debuttato come attrice interpretando Grazia Deledda nello spettacolo teatrale “Quasi Grazia”, diretto da Veronica Cruciani e tratto dall’omonimo testo di Marcello Fois.
Nel 2023 ha reso nota la sua malattia ed è morta il 10 agosto 2023.

La produzione letteraria di Michela Murgia esplora varie dimensioni dell’esistenza, dalla politica alla società, dall’identità femminile alla religione, sempre con uno sguardo critico e non convenzionale. Attraverso i suoi romanzi, saggi e interventi pubblici, Murgia si è imposta come una critica accesa delle disuguaglianze e una sostenitrice dell’uguaglianza di genere, temi che percorrono trasversalmente la sua opera letteraria e non. 

La sua voce ha ispirato e influenzato il dibattito su temi cruciali del presente e del futuro anche attraverso programmi radiofonici e televisivi, discorsi in piazza e in libreria, innumerevoli interventi sui giornali, nelle riviste e nei social media.

Lady D

Diana Frances Spencer, conosciuta anche come Lady Diana o Lady D (Sandringham, 1º luglio 1961 – Parigi, 31 agosto 1997), è stata dal 1981 al 1996 consorte di Carlo III del Regno Unito, allora Principe di Galles. Con lui ebbe due figli: William, principe del Galles e Harry, duca di Sussex.

L’elemento caratteristico più famoso della vita della principessa, tuttavia, è indubbiamente il suo impegno umanitario. Nonostante nel 1983 avesse confidato all’allora primo ministro di Terranova e Labrador Brian Peckford Trovo davvero difficile affrontare le pressioni dovute al mio ruolo di principessa di Galles, ma sto imparando come gestirle”, a partire dalla metà degli anni ottanta Diana divenne madrina di un numero sempre maggiore di enti di beneficenza. Come principessa di Galles, il protocollo reale le richiedeva di fare regolari apparizioni pubbliche in ospedali, scuole e altre strutture, partecipando a innumerabili eventi per raccogliere fondi, eventi che furono ben 191 nel 1988 e 397 nel solo 1991. La principessa sviluppò un forte interesse per alcune cause tradizionalmente ignorate dal resto della Famiglia Reale

Fu un’instancabile operatrice benefica, visitando malati in tutto il mondo e appoggiando campagne per la difesa degli animali, sulla prevenzione dell’AIDS e contro l’uso delle armi. Storica fu una foto di Diana in visita ad un centro di cura dell’AIDS in cui stringeva la mano ad un malato, contribuendo ad eliminare lo stigma sociale secondo cui chi soffriva della malattia poteva trasmetterla semplicemente con il contatto fisico. Ricoprì il ruolo di madrina e portavoce per numerose associazioni benefiche che lavoravano con i senza tetto, i giovani, i tossicodipendenti e gli anziani.

Subito dopo la morte di Diana, in tutto il mondo diversi luoghi divennero in brevissimo tempo meta di pellegrinaggio e di tributo, invasi da centinaia di mazzi di fiori. Il più grande, rimasto nell’immaginario del pubblico, fu fuori dai cancelli dorati di Kensington Palace, dimora di Diana, dove le persone continuarono a lasciare fiori e omaggi per lei fino a dopo il funerale.

Il panorama letterario del nostro Paese è popolato oggi da donne di grandissimo talento e intelligenza, che regalano a lettori e lettrici capolavori destinati a durare nel tempo, anche se la società e i grandi premi letterari tardano a riconoscere il valore e la ricchezza di queste scritture

Le più grandi scrittrici italiane dei nostri tempi.

Le 20 donne nell’arte che hanno cambiato la storia

Evolvendosi nel tempo, il ruolo delle donne nell’arte è diventato sempre più preminente, ma soprattutto è l’arte stessa ed essere mutata negli ultimi anni

In principio fu Artemisia Gentileschi, pittrice italiana di scuola caravaggesca vissuta durante la prima metà del XVII, che aprì la strada alla nuova ideologia che non solo gli uomini potevano ricoprire il ruolo di artisti. Evolvendosi nel tempo, il ruolo delle donne nell’arte è diventato sempre più preminente, ma soprattutto è l’Arte stessa ed essere mutata negli ultimi anni. La scena artistica attuale è molto ricca di proposte ed esempi che scaturiscono dalle sue interpreti, ma vediamo nel dettaglio quali sono le pittrici, fotografe e performer storiche e contemporanee più famose e conosciute.

Le protagoniste della storia

Ma bisognava essere liberi, approfittare di ogni attimo, sperimentare ogni passo di quella passeggiata che chiamiamo vita. Liberi di osservare, di studiare, di guardare dalla finestra, di spiare fra quel bosco di palazzi ogni luce che dal mare si insinua fra le imposte…

Le donne italiane sono famose in tutto il mondo. Per il loro fascino mediterraneo; per il gusto, lo stile, le doti in cucina. Ciò in cui sono (forse, ancora) poco celebri è il loro talento manageriale. Eppure è ormai riconosciuto come le donne al timone delle aziende possano portare benefici a tutta l’attività imprenditoriale. Lo dicono le statistiche, lo dice il buonsenso (lo sanno tutti che il doppio cromosoma X favorisce il multitasking). Proviamo a raccontarlo con un breve elenco delle top manager italiane più innovative. Altro che “gentil sesso”: qui si parla di alta formazione, curriculum internazionale, tenacia, ambizione. Senza rinunciare al proprio ruolo sociale di donna.

  • ANNA AMATI
    Vicepresidente di Meta Group, da oltre vent’anni si occupa di venture capital e progetta incubatori e parchi scientifici. “Se non si aiutano i giovani si muore”, ha dichiarato nel 2014, in un’intervista che la celebrava per aver portato in Italia il Global Entrepreneurship Congress 2015. Architetto, mamma di tre adolescenti, oggi fa parte del Consiglio direttivo di Italia Startup ed è coordinatore italiano della Kaufmann Foundation
  • ORNELLA BARRA
    Si contano sulle dita di una mano i nomi italiani ai vertici di aziende straniere. Tra questi c’è senz’altro quello di Ornella Barra, Vicepresidente di Walgreens Boots Alliance e presidente e chief executive di Global Wholesale and International Retail. Il farmaceutico è il suo pane quotidiano, senza dimenticare una serie di attività filantropiche. Un mix esplosivo, che le è valso la nomination nella ambita classifica di Fortune delle “50 donne d’affari più influenti” in Europa, Medio Oriente e Africa.
  • MARINA BERLUSCONI
    Di solito i figli d’arte vivono un po’ all’ombra dei genitori. Non nel suo caso. Marina Elvira Berlusconi – il nome completo, con cui pochi la conoscono – è presidente di Fininvest, del Gruppo Mondadori e membro del Cda di Mediaset. Una vita al servizio dei media. Non abbiamo ancora capito se entrerà o meno in politica, quel che è sicuro è che il suo nome è l’unico italiano (insieme a Ornella Barra) nell’elenco 2013 di Fortune sulle 50 donne più influenti della comunità economica internazionale. Nel 2010 Marina è rientrata nella classifica di Forbes delle 50 donne più potenti al mondo.
  • SILVIA CANDIANI
    Fu Direttore Marketing & Operations di Microsoft Italia. Oggi, con un balzo al di là delle Alpi, Silvia Candiani è General Manager Consumer Channel Group per l’area dell’Europa centrale e dell’Est. Una promozione che ha riconosciuto il suo ruolo nel riposizionamento di Microsoft nel settore dell’innovazione tecnologica. Una carriera che, come da tradizione per tante grandi donne, non ha lasciato da parte la sfera personale: Silvia ha due figli, ama trascorrere il tempo libero in famiglia, lo sci e la barca a vela.
  • ELENA DAVID
    Potremmo definirla “il CEO dei CEO”, scherzando sul suo ruolo di presidente dell’Associazione italiana chief executive officer. Elena David si è occupata da sempre di turismo e il suo nome è legato alla nascita del brand nazionale UNA Hotels & Resorts, di cui oggi è amministratore delegato. La nascita dei due figli ha segnato anche due momenti fondamentali della sua carriera: la nomina di assistente dell’amministratore unico di Starhotels e poi la nomina a direttore generale della stessa catena.
  • FABIOLA GIANOTTI
    E’ la voce a cui è stato affidato l’annuncio all’auditorium del CERN della prima osservazione di una particella compatibile con il bosone di Higgs. Fabiola Gianotti è forse oggi la fisica italiana più famosa al mondo. Dal 1° gennaio 2016 e per cinque anni dirigerà infatti l’Organizzazione europea per la ricerca nucleare con sede a Ginevra: è la prima donna a ricevere un tale incarico. Unica italiana insieme a Miuccia Prada nella classifica di Forbes delle donne più influenti al mondo, è diplomata al Conservatorio, ha vinto l’Ambrogino d’oro ed è membro dell’Accademia dei Lincei.
  • LAURA IRIS FERRO
    Medico psichiatra, da sempre impegnata nella lotta alle malattie rare associate al tumore, Laura Iris Ferro è un nome nel campo delle biotecnologie. Dalla Crinos, piccola azienda farmaceutica di famiglia in crisi, nel 2009 ha creato Gentium: un grande successo dell’industria biotech made in Italy, un’azienda quotata al Nasdaq di New York che nel 2013 ha avuto un rialzo in Borsa del 600%.
  • EMMA MARCEGAGLIA
    Sui primati manageriali di Emma Marcegaglia si può raccontare molto. Prima donna al vertice di Confindustria, prima donna e unica italiana – insieme a Guido Carli – nominata presidente di BusinessEurope. Dal maggio 2014 è presidente dell’Eni, trentanovesima tra le aziende più potenti al mondo secondo la rivista Forbes. Moglie, mamma, tra i suoi riconoscimenti più particolari c’è quello di Cavaliere della Legion d’onore francese, per volontà dell’allora presidente Sarkozy.
  • MIUCCIA PRADA
    Se tanti brand italiani hanno finito con vendere, Miuccia Prada non solo ha difeso l’italianità del suo marchio ma ha anche comprato all’estero. Il suo successo, che ha portato l’azienda di nonno Mario ai vertici della moda internazionale, è dovuto a un approccio innovativo non solo nel disegnare capi d’abbigliamento e accessori ma anche nel vendere. Miuccia è stata infatti la prima stilista a collaborare con architetti di fama per cambiare il design dei negozi. Il suo nome ricorre nella classifica di Forbes delle donne più influenti al mondo.
  • LUCREZIA REICHLIN
    Economista, fino al 2008 è stata direttore generale alla Ricerca alla Banca centrale europea di Francoforte. Nata in una famiglia di spicco della sinistra italiana, Lucrezia Reichlin è oggi professore alla London Business School, dove insegna economia; editorialista al Corriere della sera; membro del Cda di Unicredit. Esperta di previsioni, analisi del ciclo economico e politica monetaria, ha sviluppato modelli econometrici utilizzati da banche centrali e investitori privati di tutto il mondo

Sportive italiane che hanno riempito l’Italia di medaglie e prestigio

La donna viene spesso associata all’idea di una creatura delicata e non in grado di cavarsela da sola. Classificata nel passato come sesso debole, è riuscita comunque ad emergere dal nido familiare, dimostrando nel corso degli anni tutta la sua forza. La storia dello sport può darne una conferma. Tutte le sportive italiane, da Ondina Valla a Tania Cagnotto, hanno saputo mostrare al mondo che sacrificio e coraggio possono portare al successo. Donne che con la loro forza di volontà hanno lasciato un segno ben definito nella storia. Un colpo, un tuffo, un respiro e l’orgoglio italiano si infiamma. Ecco alcune sportive italiane da non dimenticare.

  • Ondina Valla Ostacolista e velocista, è stata la prima italiana a trionfare negli 80 metri a ostacoli nelle Olimpiadi di Berlino nel 1936 e a portare all’Italia la prima medaglia d’oro olimpica. Con questa vittoria diviene il simbolo delle ragazze italiane d’epoca.
  • Novella Calligaris È la prima atleta a vincere la medaglia olimpica nel nuoto nelle Olimpiadi di Monaco 1972. Nel corso di questa competizione conquista anche un primato mondiale negli 800 metri stile libero. Nonostante la corporatura minuta è riuscita a raggiungere la vetta grazie al suo carattere da vera guerriera.
  • Sara Simeoni Rappresenta la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Mosca 1980 nel salto in alto, divenendo primatista con la misura di 2,01 metri. Quattordici volte campionessa italiana, ha detenuto il primato italiano per più di trentanni. Nel 2006 è stata portatrice della bandiera olimpica nel corso della cerimonia di chiusura della XX Olimpiade invernale di Torino.
  • Josefa Idem È stata la grande specialista italiana del K1, il kayak individuale. Ha partecipato a otto edizioni delle Olimpiadi, dal 1984 al 2012, vincendo a Sidney, nel 2000, la storica medaglia d’oro nel K1 500 metri. Nel corso della sua carriera ha vinto trentotto medaglie tra Olimpiadi, mondiali ed europei. Detiene il più alto numero di partecipazioni ai Giochi Olimpici tra le sportive italiane.
  • Francesca Schiavone Ha vinto il Roland Garros nel 2010. È stata la prima italiana ad aver vinto un torneo del Grande Slam, il più importante obiettivo raggiungibile  nel tennis femminile. Forse ultima tennista ad aver usato il rovescio ad una mano sola, può vantare la vittoria di otto tornei in singolare e di sette in doppio
  • Jessica Rossi È la nostra campionessa di tiro a volo. Ha vinto la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Londra nel 2012 nel trap, a soli venti anni, conquistando anche il primato mondiale colpendo 99 piattelli su 100.Con un gesto di grande solidarietà, ha dedicato l’oro olimpico ai terremotati della sua regione, l’Emilia-Romagna.
  • Carolina Kostner La prima stella del pattinaggio artistico italiano. Ha vinto, uno in fila all’altro, i campionati europei, mondiali, ha vinto anche la finale del Gran Prix di pattinaggio di figura nel 2011., dopo una medaglia già ai mondiali juniores. In questo frammento la brillante performance ai mondiali del 2002 di Nizza, dove, nel programma libero, si classifica prima, segnando un nuovo record personale e vincendo la medaglia d’oro. Meravigliosa. È la pattinatrice artistica su ghiaccio che Olimpiadi invernali di Sochi 2014 ha saputo portare gioia all’Italia con un notevole bronzo. Campionessa mondiale nel 2012, è stata anche cinque volte campionessa europea e per altre cinque volte è salita sul podio dei Campionati europei. Otto volte campionessa italiana.
  • Tania Cagnotto Dopo una vita spesa a rincorrere l’oro dal trampolino, ha vinto la medaglia che sognava ai Mondiali di Kazan, nel 2015.È la prima atleta italiana a vincere la medaglia nei tuffi e l’unica ad averla vinta del materiale più pregiato: l’oro. La sua carriera è costellata di podi, tanto da essere considerata la tuffatrice italiana più forte di tutti i tempi.
  • Antonella Bellutti È la ciclista su pista due volte campionessa olimpica, nell’inseguimento ad Atlanta nel 1996 e nella corsa a punti a Sydney nel 2000. Nel 1996 stabilì anche il record mondiale. Oltre ai sedici titoli italiani, può vantare quattro coppe nella classifica di Coppa del Mondo di specialità, il bronzo ai mondiale del 1996 e l’oro agli europei del 1997.
  • Valentina Vezzali È la schermitrice di fioretto più grintosa d’Italia. Prima al mondo ad essersi aggiudicata tre medaglie d’oro olimpiche individuali in tre Giochi consecutivi, è anche la atleta italiana che ha ottenuto più medaglie in assoluto. Vincitrice di sei titoli mondiali, cinque europei e di undici Coppe del Mondo, è considerata la miglior schermitrice di tutti i tempi.

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l’emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d’amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d’amore

A tutte le donne
Alda Merini