Si possono percorrere milioni di chilometri in una sola vita senza mai scalfire la superficie dei luoghi nè imparare nulla dalle genti appena sfiorate. Il senso del viaggio sta nel fermarsi ad ascoltare chiunque abbia una storia da raccontare.
Camminando si apprende la vita, camminando si conoscono le cose camminando si sanano le ferite del giorno prima.
Cammina guardando una stella ascoltando una voce seguendo le orme di altri passi.
Cammina cercando la vita curando le ferite lasciate dai dolori.
Niente può cancellare il ricordo del cammino percorso.

Se vuoi vedere le valli, sali in vetta a una montagna,
se vuoi vedere la vetta di una montagna, sali su una nuvola,
se invece aspiri a comprendere la nuvola, chiudi gli occhi e pensa. – K. Gibran

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che
un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare,
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi. La propria destinazione non è mai un luogo, ma un nuovo modo di vedere le cose.

Il mondo appartiene a coloro che lo ascoltano, a chi non smette di immaginarlo.

La porta, la soglia, la strada: attraverso di essi comincia il viaggio spesso reale – talora immaginario – che tocca paesaggi, frontiere, percorsi, mete visibili e invisibili. Verso l’altro, l’altrove, l’oltre. E alla fine del viaggio ritroviamo sempre noi stessi, o un frammento di noi stessi.
Viaggiare ha lo scopo di esplorare nuove culture, tradizioni, paesaggi e scoprire nuove esperienze. È un modo per allargare i propri orizzonti, imparare e arricchirsi attraverso l’incontro con persone diverse e la scoperta di nuovi posti. Viaggiare può essere un’esperienza emozionante e stimolante, che permette di evadere dalla routine quotidiana e vivere avventure indimenticabili.

Il mare unisce i Paesi che separa, una volta lanciato il suo incantesimo, ti tiene nella sua rete di meraviglie per sempre.

In viaggio la cosa migliore è perdersi. Quando ci si smarrisce, i progetti lasciano il posto alle sorprese, ed è allora, ma solamente allora, che il viaggio comincia.

Il viaggio non è mai una questione di soldi, ma di coraggio.

Non c’è uomo più completo di colui che ha viaggiato, che ha cambiato venti volte la forma del suo pensiero e della sua vita.

Nel viaggio c’è un certo sapore di libertà, di semplicità… un certo fascino dell’orizzonte senza limiti, del percorso senza ritorno, della notte senza tetto, della vita senza superfluo.

Si possono percorrere milioni di chilometri in una sola vita
senza mai scalfire la superficie dei luoghi
nè imparare nulla dalle genti appena sfiorate.Il senso del viaggio sta nel fermarsi ad ascoltare
chiunque abbia una storia da raccontare.Camminando si apprende la vita,
camminando si conoscono le cose,
camminando si sanano le ferite del giorno prima.
Cammina guardando una stella
ascoltando una voce
seguendo le orme di altri passi.Cammina cercando la vita
curando le ferite lasciate dai dolori.
Niente può cancellare il ricordo del cammino percorso.

Di una città non apprezzi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà ad una tua domanda.
Il viaggio è una specie di porta attraverso la quale si esce dalla realtà come per penetrare in una realtà inesplorata che sembra un sogno.
Le città sono sempre state come le persone, esse mostrano le loro diverse personalità al viaggiatore. A seconda della città o del viaggiatore, può scoccare un amore reciproco, o un’antipatia, un’amicizia o inimicizia. Solo attraverso i viaggi possiamo sapere dove c’è qualcosa che ci appartiene oppure no, dove siamo amati e dove siamo rifiutati.

Un viaggio non inizia nel momento in cui partiamo né finisce nel momento in cui raggiungiamo la meta. In realtà comincia molto prima e non finisce mai, dato che il nastro dei ricordi continua a scorrerci dentro anche dopo che ci siamo fermati. È il virus del viaggio, malattia sostanzialmente incurabile.

Non andare mai in vacanza con qualcuno che non ami.
Il viaggio migliora la mente in modo meraviglioso ed elimina i nostri pregiudizi. Il viaggio quindi serve anche a conoscere… conoscersi,
liberarsi da vecchi pregiudizi, mettersi in discussione, in pratica il viaggio ci regala il senso di appartenenza all’Umanità. Il viaggio è fatale per i pregiudizi, il bigottismo e la ristrettezza mentale; l’ampiezza di vedute e l’elasticità di pensiero non possono essere acquisite vegetando per l’intera esistenza in un unico piccolo angolo del mondo.

Una volta che hai viaggiato, il viaggio non finisce mai, ma si ripete infinite volte negli angoli più silenziosi della mente. La mente non sa separarsi dal viaggio
Il viaggio è una porta attraverso la quale si esce dalla realtà nota e si entra in un’altra realtà inesplorata, che somiglia al sogno.

Tra vent’anni sarete più delusi per le cose che non avete fatto che per quelle che avete fatto. Quindi mollate le cime. Allontanatevi dal porto sicuro. Prendete con le vostre vele i venti. Esplorate. Sognate. Scoprite
E non c’è niente di più bello dell’istante che precede il viaggio, l’istante in cui l’orizzonte del domani viene a renderci visita e a raccontarci le sue promesse.

Il primo passo di ogni grande sapere è il sapere di non sapere. Solo se riusciremo a guardare l’universo come un tutt’uno in cui ogni parte riflette la totalità e in cui la grande bellezza sta nella diversità cominceremo a capire chi siamo e dove stiamo.

Le nostre valigie erano di nuovo ammucchiate sul marciapiede; avevamo molta strada da fare. Ma non importava, la strada è la vita.

Non esistono terre straniere, ad essere straniero è soltanto il viaggiatore.

Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre andiamo, e non sanno perchè. I loro desideri hanno le forme delle nuvole.

Arrivando a ogni nuova città il viaggiatore ritrova un suo passato che non sapeva più d’avere: l’estraneità di ciò che non sei più o non possiedi più t’aspetta al varco nei luoghi estranei e non posseduti.
Italo Calvino – ‘Le città invisibili’

Approfondimenti:
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I parchi nazionali d’oltreoceano meritano senza alcun dubbio di essere visitati, luoghi dove la natura incontaminata è la vera protagonista.
Sono circa 60 i parchi nazionali degli Stati Uniti d’America. Sono parchi molto diversi tra loro, ognuno con caratteristiche ben precise, ognuno capace di offrire esperienze e avventure uniche nel loro genere. Li accomuna il fatto che in questi parchi la natura è selvaggia, incontaminata, una natura preservata che riesce proprio per questo motivo a mantenere intatta la sua bellezza. Impossibile per noi in questo contesto raccontarvi tutti i parchi nazionali americani, ma ecco quelli immancabili, i parchi da segnare sulla cartina Stati Uniti che meritano di essere visitati una volta nella vita.

Yellowstone
Il parco di Yellowstone si trova in Wyoming, un luogo da visitare assolutamente almeno una volta nella vita. È un parco immenso, impossibile da visitare in una sola giornata. Durante le escursioni in questa zona incontaminata è possibile scoprire foreste, canyon, laghi e cascate, ma anche geyser, solfatare e fumarole, nonchè sorgenti termali con acque multicolore. I paesaggi che qui è possibile ammirare sono insomma unici al mondo, un luogo dove le meraviglie sono così tante che è stato inserito nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO.

Yosemite
Quali parchi visitare in California? Senza alcun dubbio lo Yosemite National Park, un’area protetta che fa parte del Patrimonio dell’Umanità UNESCO caratterizzata da cime granitiche di immensa bellezza, cascate e ruscelli e una biodiversità semplicemente incredibile.

Sequoia National Park
Anche il Sequoia National Park si trova in California, proprio a sud dello Yosemite. Le secolari e gigantesche sequoie sono ovviamente l’attrazione principale, alberi di dimensioni davvero incredibili che crescono sul versante sud della Sierra Nevada. Osservare da vicino questi alberi vi farà sentire piccoli, piccolissimi, e vi permetterà di sentire tutto il potere della natura. Quella tra le sequoie giganti è una passeggiata rilassante, che permette di rimettersi in contatto con la natura e con la parte più genuina di noi stessi, assolutamente da provare.

Grand Canyon
Questo parco naturale americano si trova nella parte nord dell’Arizona, una gola immensa che è stata scavata nel corso degli anni dal fiume Colorado, un luogo suggestivo dove i panorami sono davvero incantevoli. Sono presenti semplici passeggiate che permettono di osservare la gola, ma ache escursioni complesse e percorsi di trekking, senza dimenticare le molte attività sportive all’aria aperta che proprio qui è possibile vivere. Insomma, un luogo dove non mancano avventura e adrenalina.

Bryce Canyon National Park
Assolutamente da segnare sulla mappa degli Stati Uniti, anche il Bryce Canyon National Park, nello Utah. I fenomeni naturali d’erosione che si sono susseguiti in questa zona in milioni e milioni di anni hanno dato vita a pinnacoli dalle forme davvero molto particolari e in molti diversi colori. Un panorama questo che è unico nel suo genere, un panorama che possiamo a pieno titolo considerare come una vera e propria opera d’arte che la natura ha deciso di regalarci. Un contatto con la natura ricco di benessere quello che qui è possibile vivere.

Zion National Park
C’è un altro parco nello Utah che merita senza dubbio di essere inserito nella vostra cartina degli Stati Uniti. Stiamo parlando dello Zion National Park, un parco di montagna con rocce di colore rosso e bianco, con boschi verdeggianti, con dirupi davvero vertiginosi e cime altissime. È qui possibile fare molte attività, trekking, mountain bike, rafting e altre attività outdoor. È un luogo dove vivere a diretto contatto con la natura e lasciarsi ammaliare dalla sua bellezza.

Antelope Canyon
È un parco dell’Arizona davvero suggestivo, uno stretto canyon di arenaria con forme all’interno che sono state scolpite nel tempo sia dall’acqua che dal vento, forme molto particolari. Sono presenti diverse sfumature di colore che brillano sotto i raggi del sole che arrivano solo dalla parte superiore del canyon. Inoltre si vengono a creare giochi di luce ed ombre grazie alle forme stravaganti di questo territorio. Si tratta di un luogo dove camminare nel verde e dove lasciarsi andare alle bellezze della natura e allo stupore che regalano.

Viaggi e viaggiatori
I popoli antichi, finiti i grandi movimenti migratori dell’epoca preistorica, viaggiavano molto, per lo più per motivi commerciali, militari, e religiosi. Non c’è quindi da stupirsi se, per esempio, la cultura classica, greca e romana, è ricca di opere che trattano il grande tema del viaggio: basti pensare all’Odissea di Omero, che consegna alle letterature successive e all’immaginario collettivo di tutto il mondo occidentale la figura di colui che si può considerare il simbolo stesso dell’andare per terre e per mari: Ulisse.
Tra i viaggiatori più noti dell’epoca classica si ricordano:
- Pausania il Periegeta (110 – 180), che visitò la Grecia e la descrisse nella Periegesi
- Erodoto (484 a.C. – 425 a.C.), che visitò l’Egitto, la Libia, l’Etiopia, la Fenicia, l’Arabia, la Scizia; famoso per aver descritto paesi e persone da lui conosciute in numerosi viaggi, che descrisse nelle sue Storie
- Annone (633 a.C. – 530 a.C.), fenicio, che visitò la costa atlantica dell’Africa;
- Pitea (380 a.C. – 310 a.C.), che è la prima persona che abbia descritto il sole di mezzanotte, l’aurora polare e i ghiacci polari. Fu anche tra i primi uomini del Mediterraneo a esplorare le Isole britanniche, che designò Πρεταννικαὶ Νῆσοι (Pretannikái Nésoi), nome dal quale deriva l’attuale.
- Nearco (356 a.C. – 300 a.C.), che Alessandro Magno nominò comandante della flotta macedone, assegnandogli il compito di esplorare le coste del Mare Arabico e del Golfo Persico (che insieme al Mar Rosso per i Greci costituivano il Mare Eritreo), dal delta del fiume Indo fino all’Eufrate.
- Strabone (ante 60 a.C. – 21-24 d.C.), che visitò l’Egitto e l’Italia e che descrisse i luoghi visitati nella Geografia.

I più importanti viaggiatori medievali.
- Beniamino di Tudela (1130 – 1173), che esplorò Spagna, Italia, Grecia, Asia Minore, Siria, Palestina, Arabia ed Egitto. Di cultura ebraica, iniziò i suoi viaggi verso il 1165, con l’intento di effettuare un pellegrinaggio in Terrasanta.
- Giovanni da Pian del Carpine (1182 circa – 1252), missionario che visitò la Mongolia, descrivendola nella Historia Mongalorum. Giovanni si può definire il primo inviato europeo in Oriente, e colui che aprì la strada a Marco Polo, di cui fu precursore di ben ventisette anni.
- I fratelli genovesi Ugolino e Vadino Vivaldi (XIII secolo), che tentarono un’esplorazione marittima nell’Oceano Atlantico ma di loro non si ebbe più notizia. Mercanti italiani tentavano infatti di raggiungere la Cina attraverso vie alternative, per evitare il passaggio nei mercanti arabi che ne aumentava notevolmente il prezzo.
- Guglielmo di Rubruck (1220 – 1293), che nel 1253 visitò la Tartaria e il Tibet inviato dal re di Francia Luigi IX dal condottiero mongolo Sartaq nella speranza che la notizia che girava in Occidente riguardo alla conversione di costui fosse vera. Il suo resoconto del viaggio in Asia è uno dei capolavori della letteratura geografica medioevale.
- Giovanni da Montecorvino (1247 – 1328), che giunse fino a Khanbaliq, in Cina, rimanendovi fino alla morte
- Marco Polo (1254 – 1324), il lungo viaggio da lui intrapreso fra il 1271 e il 1295 gli permise di raggiungere la Cina via terra, percorrendo la via della seta. Era partito insieme al padre Niccolò e allo zio Matteo e, giunto in Cina, ottenne i favori del Kubilai Khan, ne divenne consigliere e successivamente ambasciatore. Tornò a Venezia per mare. Il suo libro Il Milione contribuì in maniera massiccia a far conoscere agli europei le regioni centrali e orientali dell’Asia. Le sue descrizioni dell’Asia hanno ispirato Cristoforo Colombo e contribuito alla creazione della mappa di fra Mauro. È considerato uno dei più grandi viaggiatori ed esploratori di tutti i tempi. Il resoconto dei suoi viaggi è ne Il Milione.
- Lanzerotto Malocello (1270 – 1336), ligure, che arrivò alle Canarie e che lasciò il suo nome all’isola di Lanzarote.
- Ibn Battuta (1304 – 1368-69), che visitò Africa, India, Sud-est asiatico e Cina, ed è considerato uno dei più grandi viaggiatori ed esploratori della storia. Scrisse “Un dono di gran pregio per chi vuol gettar lo sguardo su città inconsuete e peripli d’incanto.
- Ciriaco d’Ancona (1391 – 1452), che visitò l’Egitto, la Grecia, la Dalmazia, Cipro, la Siria, il Libano, nel tentativo di salvare dall’oblio e dalla distruzione le testimonianze del passato. Oggi è perciò considerato internazionalmente il fondatore in senso generale dell’archeologia
- Cristoforo Colombo (1451 – 1506), senz’altro uno dei più celebri navigatori di tutti i tempi, che con il suo viaggio diretto nelle Indie, scoprì un nuovo continente e pose convenzionalmente fine al Medioevo.
- * Sebastiano Caboto (1484 – 1557), il veneziano che, assunto come cartografo da Enrico VIII d’Inghilterra, scoprì Terranova ed esplorò le coste atlantiche d’America.
Dal Quattrocento l’Italia e l’Europa sono ormai percorse da flussi continui di viaggiatori, che si spostano per le ragioni più diverse, per mare e per terra. Quest’abitudine agli spostamenti ha ormai prodotto una nuova immagine del mondo e dello spazio e ha favorito le grandi esplorazioni geografiche.


